Aperitivo con la Strega alle porte di Litha

19.06.2025

Carlo Cozzi

Conosciamo Meglio L'Ospite del Mese  

Carissimi Amici di The Pagan Blog, che periodo carico per la piccola comunità, dallo scorso articolo dedicato a Beltane, il tempo ha portato con sè trasformazioni importanti all'interno del Cerchio del Fuoco. Abbiamo salutato con gratitudine alcuni fratelli e sorelle che hanno intrapreso nuovi cammini personali, e con rinnovata gioia ne abbiamo accolti di nuovi nel nostro viaggio sacro.

Il Fuoco del nostro Tempio Arde con rinnovata dedizione; l'impegno dei custodi rimane saldo: una fiamma viva al servizio degli Dei, della terra in cui siamo ospiti e del mistero della Vita che ci unisce.

Molti di noi hanno avuto modo di celebrare i Sacri Fuochi di Beltane nelle proprie comunità e insieme abbiamo vissuto anche se a distanza le meravigliose immagini di Masserano appuntamento che si avvicenda nel nostro panorama da ben 27 anni ed ancora fervidi dell'entusiasmo di questa energia vitale data dall'unione mistica del Dio e della Dea che vogliamo accompagnarvi al nuovo ed ormai consueto appuntamento con la Nostra Rubrica "Aperitivo con la Strega" che si alterna ad ogni appuntamento della Ruota dell'Anno.

Ed , in questo spirito, oggi ho il piacere di accogliere tra i Nostri ospiti un esponente del mondo pagano contemporaneo che tutti noi conosciamo bene, Carlo Cozzi, voce appassionata nel panorama spirituale contemporaneo.

Sacerdote Wiccan, volto noto nel panorama pagano per il suo Salotto della Strega su Pagan Channel Italia, cultore di Runologia da recente ha pubblicato un interessante testo '' Rune, la via misterica. Runologia magica e oracolare per il nuovo eone ''.

Carlo, ci accompagnerà attraverso il nostro Format di Otto domande in cerca di risposte o possibili tali alle porte del nuovo Sabba.

Litha , trionfo del Sole, abbondanza e fertilità , è il momento in cui la Terra Carica di energia sprigiona il massimo della sua forza vitale. E' anche soglia; dopo questo giorno solstiziale, la luce inizia lentamente a diminuire segnando il cammino verso l'oscurità invernale, quanto meno in gran parte del nostro territorio visto che da noi al sud in terra della Grande Madre Ibla, la luce con la stessa intensità e calore si proietta spesso alle porte di Yule , con grande pace del nostro animo Alpino!

Ma direi di andare subito incontro al nostro ospite.

In una società contemporanea fatta di intelligenze artificiali, di chat GPT, di studi che affermano che in questi nuovi idoli si cela più sensibilità ed empatia di tanti esseri appartenenti al genere umano, Noi di The Pagan Blog, con la partecipazione dei nostri ospiti, sfidiamo la sconfortante omologazione comunicativa dei nostri tempi. Ancora con carta e penna stiliamo otto domande alle quali i nostri Amici troveranno una possibile risposta.

1 ARKE'O: Carlo benvenuto in questo giovane spazio lanciato nella comunità pagana, grazie per aver accettato il nostro invito. Durante la serata in cui siamo stati ospiti nella tua trasmissione ci siamo trovati accomunati da vari sentimenti ed in particolare dalle radici comuni con il meridione, se non erro le tue origini sono napoletane e come la gran parte di noi nati tra sicilia e Napoli, viviamo sin da piccoli l'aspetto magico delle nostre culture, che si manifesta attraverso gesti e rituali rurali che portano ancora in se il carico e la memoria di un antica cultura Magico/Pagana.

Come concili la Tradizione wiccan con le radici culturali napoletane, ricche di folklore, magia popolare e culto dei santi? Uno per tutti San Gennaro.

CARLO: Grazie di cuore per l'accoglienza e per questo spazio, che sa di incontro e di condivisione.Sì, le mie radici sono profondamente partenopee. Sono nato e cresciuto in un luogo dove la magia non è una parola astratta ma un gesto quotidiano, una parola sussurrata, una candela accesa davanti a un'icona. A Napoli la spiritualità si mescola alla vita in modo così naturale che persino il profano, a volte, ha il sapore del sacro.

E in tutto questo, San Gennaro è un ottimo esempio: un santo che non è solo una figura religiosa, ma un archetipo collettivo, un mediatore tra il visibile e l'invisibile. La gente si rivolge a lui con lo stesso linguaggio con cui si parla a un nonno severo ma amorevole. È una forma di devozione popolare che conserva nel profondo l'eco di culti più antichi.

Per me, la Wicca è arrivata come un completamento di tutto questo, non come una sostituzione. La Tradizione gardneriana-alexandriana alla quale appartengo ha una struttura molto precisa, ma non è rigida: ha spazio per l'esperienza, per l'adattamento intelligente al contesto. Io ho trovato un modo per far dialogare le due anime: quella rituale e iniziatica della Wicca e quella tellurica, viscerale, quasi sciamanica della mia cultura meridionale.

Così, sui miei altari convivono simboli della Dea ma anche oggetti più folkloristici: candele accese per gli spiriti familiari, amuleti tramandati, piccoli ex voto. L'incenso della consacrazione si mescola con il profumo delle erbe mediterranee raccolte nelle campagne del Sud, con la menta selvatica e l'alloro che mi ricordano i cortili assolati dell'infanzia.

Per me, essere wiccan e napoletano non è affatto una contraddizione, è un connubio potente. È un modo per portare i Misteri in un linguaggio che mi è intimo, autentico e vivo. La magia funziona quando parla la lingua del cuore, e il mio cuore, da sempre, parla due dialetti: quello della Tradizione e quello della mia terra.

2 ARKE'O: Credi che le tue radici culturali abbiano sollecitato questa ricerca protesa al mondo pagano, fino ad arrivare a sperimentare la tua vocazione sacerdotale all'interno della tua tradizione? Puoi accennare per quanti non ti conoscono, gli aspetti fondamentali della comunità iniziatica in seno alla tradizione Wicca alla quale appartieni ?

CARLO: Assolutamente sì. Fin da piccolo ho percepito che c'era qualcosa di non visibile che attraversava le cose, un linguaggio muto che parlava tra le mani di mia nonna mentre benediceva l'olio o spargeva sale alla porta. La mia ricerca spirituale ha preso molte strade, ma tutte mi riportavano a una certezza: che il sacro non si studia soltanto, si vive. Ed è proprio questo che mi ha portato alla Wicca e a scegliere di diventare poi sacerdote.

La tradizione a cui appartengo, quella gardneriana-alexandriana, è una via iniziatica e misterica, profondamente matriarcale (e sono molto orgoglioso nel sottolinearlo). Non è una religione "da manuale", ma una tradizione vivente fatta di rituali, allenamento magico, pratica costante e servizio alla comunità.Non esiste Wicca iniziatica senza comunità, e non esiste comunità senza il lavoro del Cerchio. All'interno di una Coven, che diventa la nostra famiglia magica, si lavora insieme sotto l'egida degli Dei, seguendo i ritmi della Ruota dell'Anno e della Luna. La nostra tradizione rimanda a Vivianne Crowley, che ha sapientemente unito gli elementi più profondi e istintivi della tradizione gardneriana con quelli più ritualistici della tradizione alexandriana. Lo studio della Cabala e della magia in senso più ampio rappresenta infatti il fondamento essenziale del nostro cammino iniziatico.

3 ARKE'O: Il Tempo scorre e anche le nostre domande a disposizione, sappiamo bene che sei un cultore di Rune e da recente hai pubblicato un interessante testo che non può mancare nelle nostre biblioteche personali e comunitarie. Pertanto vorrei chiederti. Quale significato personale hanno per te le Rune, nel tuo percorso spirituale e come le utilizzi nel tuo lavoro rituale o quotidiano?

CARLO: Le Rune sono per me un linguaggio sacro, ma soprattutto un sistema vivente. Non sono soltanto segni o archetipi su cui riflettere, ma porte, spiriti, forze. Ho incontrato le Rune come si incontra un popolo: con timore, con rispetto, con la consapevolezza che ogni simbolo porta con sé un frammento di potere antico, di verità scorticata.

Nel mio cammino spirituale le Rune rappresentano sia uno strumento di conoscenza che una via iniziatica. Sono presenti nella mia pratica quotidiana sotto varie forme: meditazione, divinazione ma anche sottoforma di talismani. Ma soprattutto sono uno specchio: riflettono ciò che sei, ma lo fanno con una sincerità tagliente, nordica, priva di filtri.Hanno cambiato profondamente il mio modo di approcciarmi alla realtà spirituale e alla mia stessa pratica wiccan, perché portano un tipo di saggezza che non cerca di confortarti, ma di svegliarti.

Scrivere il mio libro "Rune – La via misterica" è stato un atto di servizio, di amore e anche di restituzione: ho cercato di creare un ponte tra la pratica runica e il sentiero wiccan, affinché questi due mondi — il Nord e il Cerchio — potessero incontrarsi in modo rispettoso e spero innovativo.

4 ARKE'O: Vorrei parlare della tua Rubrica , che personalmente seguo da tempo e come l'intera proposta di Pagan Channel Italia è divenuta una finestra nel panorama pagano nazionale di pregevole interesse. Nel tuo canale divulghi contenuti spirituali/magici, attraverso i tuoi ospiti e si ha la possibilità di incontrare realtà delle più diverse da quelle iniziatiche e quelle piu spontanee e giovani; quel è il tuo pensiero personale del confine tra conoscenza riservata agli iniziati e quella da rendere pubblica?

CARLO: La conoscenza, soprattutto in ambito spirituale, si sviluppa su diversi livelli. Non è una questione di esclusione, ma di protezione e rispetto: alcune verità non si possono semplicemente spiegare, vanno vissute e assimilate nel tempo. Non sono segreti custoditi per vanità, ma realtà vive che hanno bisogno di essere nutrite e comprese attraverso l'esperienza diretta.

Pagan Channel si impegna a mantenere questo delicato equilibrio: apriamo finestre sul mondo magico, offriamo strumenti e stimoli, ma ricordiamo sempre che la profondità richiede un cammino personale e un impegno costante. Perché l'informazione, senza trasformazione, resta solo un dato sterile. La vera conoscenza cambia chi siamo, trasforma la nostra percezione e ci guida verso una consapevolezza più profonda.

Un esempio concreto di questo percorso è Il Salotto della Strega, il programma che conduco per Pagan Channel. Nato durante il periodo difficile del Covid, è diventato con il tempo un punto di riferimento grazie alla partecipazione e al sostegno dei telespettatori. Qui si crea uno spazio di confronto, condivisione e crescita, dove la magia e la spiritualità si raccontano in modo autentico e accessibile, rispettando i tempi e i vissuti di ciascuno.

Perché il vero cammino spirituale non si misura in fretta o quantità, ma in qualità e profondità di esperienza.

5 ARKE'O: siamo giunti al primo giro di boa, quinta domanda. Sarebbero tante le domande che vorrei formulare a favore dei nostri lettori ma il format che mi sono imposto tende ad arginare la mia '' natura acquariana '' e non sconfortare il lettore con eventuali fiumi di domande. Di sicuro una tra tante ha la priorità a mio avviso, ovvero, come vivi il rapporto con le divinità nordiche e quelle del Mediterraneo? C'è secondo te una sintesi possibile o sono mondi nettamente separati? Su questa domanda cosa consiglieresti ad un neofita nel momento in cui si approccia a divinità così apparentemente lontane dalla nostra memoria emozionale?

CARLO: Nel mio cammino personale, questa integrazione è avvenuta in modo profondo e del tutto naturale. Le due divinità che camminano al mio fianco da sempre sono Odino e Hermes, e per me non sono tanto due entità separate, quanto due volti dello stesso mistero. Due volti del Viandante, del Mago, del Portatore di parole e di soglie.

Odino è il Padre degli Aesir, il Dio che ha sacrificato sé stesso a sé stesso per ottenere la conoscenza delle Rune. È il veggente, il Signore delle strade ventose, colui che guida i guerrieri e gli sciamani.Hermes, d'altro canto, è il messaggero degli Dei, il custode dei crocicchi, il Dio dei ladri e dei poeti. È l'argento vivo che collega i mondi, colui che apre le strade e accompagna le anime nei regni invisibili.Nel mio cuore, Odino e Hermes sono come le due estremità dello stesso bastone rituale: una radicata nel gelo ancestrale e l'altra nel calore mercuriale del Mediterraneo.

Vivere questi due archetipi significa per me camminare nel mondo con consapevolezza magica, con la responsabilità di chi conosce i veli e sa quando sollevarli. Per un neofita che si avvicina a queste divinità, direi: non ti spaventare se sembrano distanti o contraddittorie. Le divinità parlano prima al cuore e poi al pensiero. Lasciati trovare, lasciati condurre. Non serve scegliere quale panteon, ma imparare a risuonare con ciò che ti chiama davvero.

6 ARKE'O: Cosa significa per te essere un '' Sacerdote di seconda generazione ''? Quali valori o pratiche ritieni fondamentali nel cammino pagano? Cosa pensi del ruolo del Sacerdote pagano nel mondo contemporaneo, come si può intersecare nella nostra società attuale ed in maniera particolare, come ci si relaziona con le generazioni più giovani ?

CARLO: Essere un sacerdote di seconda generazione significa innanzitutto raccogliere il testimone da chi ha tracciato la strada con coraggio e dedizione, ma anche sentire la responsabilità di proseguire quel cammino con uno sguardo rinnovato e attento ai tempi che cambiano.Non siamo più pionieri che esplorano territori sconosciuti, ma diventiamo dei ponti vivi, capaci di radicare e integrare la tradizione, rendendola accessibile e viva per chi oggi si avvicina a questo percorso.A mio parere, il compito fondamentale di sacerdoti e sacerdotesse come me è quello di aiutare nella divulgazione della Wicca, ma soprattutto di essere veri facilitatori e accompagnatori di altre persone sul cammino. Questo significa non solo offrire insegnamenti e sostegno, ma anche porre delle prove, stimolare la crescita personale e spirituale, e mantenere sempre un atteggiamento di onestà e chiarezza.Se riteniamo che quel cammino non sia adatto o non sia la strada corretta per qualcuno, il nostro dovere è essere sinceri, senza nascondere difficoltà o limiti, perché la verità e la trasparenza sono fondamentali per un autentico percorso iniziatico.Inoltre, oggi il sacerdote o sacerdotessa deve, a mio parere, saper ascoltare, parlare il linguaggio delle nuove generazioni, senza però tradire la sacralità e il mistero che sono il cuore di questa religione.I valori che guidano il nostro percorso sono la dedizione, il servizio, l'autenticità e la capacità di rispettare il silenzio, perché spesso il silenzio insegna più di qualsiasi parola o rito.

7 ARKE'O: Carissimo Carlo vorrei provare ad affrontare con le necessarie restrizioni legate al nostro spazio che non ci permette di approfondire spesso aspetti importanti , ma provando a lanciare in duscussioni aperte alcune riflessioni che ritengo utili, come per esempio quella che sto per formulare attraverso la prossima domanda.

In un tempo dove tutto è connesso online, dove la nostra società è sempre più vera ed efficace apparentemente attraverso un monitor , come preservi la sacralità dei riti e delle iniziazioni dalla tentazione del mondo digitale? Credi un giorno ti possa spingere , essendo un sacerdote contemporaneo di nuova generazione, ad oltrepassare i limiti della fisicità per portare un richiedente a vivere in pieno un passaggio iniziatico attraverso l'etere, considerando che siamo parte di una realtà immanente e senza confini, dove lo Spirito si manifesta ovunque? Quali sono, secondo te, i limiti o le potenzialità di una iniziazione non in presenza?

CARLO: Ti rispondo in modo molto chiaro: non credo nella possibilità di condurre un'iniziazione a distanza. E non è una posizione di chiusura, ma una scelta profondamente legata al significato stesso dell'iniziazione.Un'iniziazione nella Wicca iniziatica non è un semplice rito di passaggio simbolico. È un trasferimento di potere, un atto sacro che si compie tra due esseri umani presenti l'uno all'altro, in un contesto rituale protetto e consacrato. Questo passaggio è sacro perché avviene anche attraverso il corpo, attraverso il respiro condiviso, attraverso lo sguardo che riconosce, accoglie, trasmette.

Credo fortemente che le energie coinvolte in un'iniziazione non possano essere replicate in uno spazio virtuale. Puoi fare formazione a distanza, puoi insegnare teoria, puoi persino costruire un legame spirituale profondo… ma l'iniziazione è altra cosa. È un atto incarnato, radicato nella presenza. Non è solo "contenuto", è "contatto". È uno spazio-tempo fuori dal tempo, dove si manifesta qualcosa di più grande, qualcosa che ha bisogno del corpo per potersi imprimere davvero nell'anima.

Comprendo le esigenze del nostro tempo e non giudico chi cerca soluzioni alternative, ma come sacerdote ho la responsabilità di proteggere la sacralità dei Misteri. E finché sarò in cammino, onorerò quel vincolo antico che richiede che due anime si incontrino davvero, nel Cerchio, nello Spirito e nella carne.

8 ARKE'O: Carissimo Carlo, ci avviamo alla conclusione del nostro incontro e nel rinnovarti la mia personale gratitudine e affetto, come ormai di rito , Aperitivo con la Strega si chiude rivolgendo un ultimo invito ai nostri ospiti , ovvero fare un dono a questa comunità di The Pagan Blog. Vorrei che tu accompagnassi i nostri lettori, con un tuo personale augurio, una pozione, un incenso, una formula magica, una meditazione, una ricetta, una benedizione o auspicio che dir si voglia , inerente all'appuntamento della Ruota dell'Anno ormai prossimo, Litha.

E nell'augurare un felice Solstizio a tutti i nostri lettori e a te caro Carlo, ti chiedo di proiettarlo alla tua comunità, alla quale rivolgo il mio più caloroso abbraccio Fraterno a titolo personale e del Cerchio del Fuoco Palermo, nell'auspicio di una sempre e rinnovata collaborazione tra le varie presenze che a vario titolo, secondo la propria specificità, sono presenti sul nostro territorio nazionale per l'esattezza 1471 Km di distanza tra Milano e Palermo, ma non abbastanza per non ritrovarsi in questo solidale e reciproco abbraccio in virtù di un comune sentimento pagano.

Mi congedo con il desiderio che le nostre strade si incontrino nuovamente lungo il sentiero degli Dei . Benedizioni )O(

CARLO: Grazie per tutto il lavoro meraviglioso che fate!

Litha è il mio sabba preferito non solo perché mi ricorda da buon Gemelli il momento più bello per divertirsi ed essere liberi ma anche perché cade nel mese del Pride che è uno dei momenti più importanti dell'anno per la presa di coscienza personale della propria unicità. Adone è per me un bell'esempio.

Adone rappresenta non solo la bellezza e la passione, ma anche la fluidità dell'amore e l'accettazione di sé in tutte le sue forme. Amato sia da uomini che da donne, Adone simboleggia la libertà di vivere la propria sessualità e identità senza costrizioni né pregiudizi. Le Adonie, le festività a lui dedicate durante la primavera, erano momenti di grande celebrazione dell'amore libero, in cui i partecipanti si abbandonavano alle gioie del cuore e del corpo in un'atmosfera di apertura e inclusività. In queste occasioni, il profumo intenso e inconfondibile del finocchio permeava l'aria, mentre i sacerdoti si adornavano con terre colorate sul viso, corone di finocchio e abiti femminili, danzando per tutta la giornata in onore della varietà e della bellezza dell'amore. È affascinante pensare che l'uso dispregiativo moderno del termine "finocchio" possa avere radici proprio in queste antiche celebrazioni pagane, che invece erano un inno all'orgoglio e alla libertà personale. Riprendendo questo simbolismo potente, il guazzetto magico, tipico del solstizio, che vi propongo, può essere preparato con finocchio, lavanda e achillea, durante l'ora planetaria di Venere o nella notte del solstizio estivo, diventando così un rito di trasformazione e rinascita. Consacrando l'acqua al dio Adone, immergendo le mani nel recipiente e invocandone l'energia, si crea un mezzo per purificare il corpo e lo spirito, favorendo l'amore verso sé stessi e la piena accettazione della propria unicità. Questo guazzetto non è solo un elisir fisico, ma un simbolo di orgoglio personale, un aiuto concreto nel cammino verso la libertà di essere chi davvero siamo.

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Contatti Social:  

https://www.facebook.com/carlo.bearcub  https://www.facebook.com/iltempiodellaluna/?locale=it_IT 

Il Salotto della Strega :  https://www.youtube.com/@PaganChannelItalia 

E nel Darvi appuntamento al prossimo incontro non mi resta che salutarvi e augurarvi un proficuo e Felice Solstizio. 

In Luce e in Fuoco, con Amore e Perfetta Fiducia ARKE'O - Cerchio del Fuoco Palermo 

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