Sara Gamberoni Beltane 2026

28.04.2026

Carissimi Amici, siamo giunti al tempo di Beltane 2026 , il momento in cui il fuoco si alza vivo dai nostri altari , e l'intera comunità pagana danza attorno al fuoco Sacro. Queste settimane che ci hanno accompagnato da Ostara a Beltane sono state abbastanza intense, di ulteriori resoconti personali sulla ''Grande Famiglia Pagana ''

Realtà che in italia si fa manifesta in varie forme e in varie realtà , e che ritengo con rammarico, non riesca a partecipare ad senso comune , con spirito di accogleinza e condivisione '' Autentica'' . Ma come si suol dire non di tutta l'erba si può fare un unico fascio. Credetemi in questi pochi anni di vicissitudini umane, spese in ambito spirituale, ne ho vissute; e ogni volta mi è sorta la stessa , perniciosa, domanda, siamo veramente una Comunità? Possiamo veramente far fronte comune nel veicolare una possibile realtà spirituale se pur variegata? Esistono veramente dei sentimenti comuni che nonostante le peculiari tradizioni e la storia personale , di ognuno, possono divenire messaggi universali?

Sono tante le domande che mi rivolgo spesso come singolo viandante e come parte di una eclettica comunità pagana nazionale che spesso si imbriglia in rovi colmi di ego e pregiudizio e autoreferenzialità, che spesso prevarica oltrepassando i limiti della libertà altrui.

"Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume." Articolo 19

Ma ora è giunto il momento di accogliere non solo la Nostra ospite, ma anche le energie del momento che ci stiamo apprestando a vivere con l'imminente sabba.

Beltane è la soglia in cui i mondi si sfiorano e la linfa scorre forte, questo fluido vitale che manifesta il sacro senza più veli, che esplode nel ricco paesagio che si rivela attraverso la natura stessa.

Nel Cerchio del Fuoco Palermo , questo è sempre stato il tempo dell'incontro e della comunione tra cammini che, pur diversi, si sforzano di riconoscere quanto li accomuna e con questo spirito e auspicio apro questa nuova intervista.

Oggi, come largamente anticipato accogliamo, presso la nostra rubrica '' Aperitivo con la Strega '' Sara Gamberoni, Arcidruidessa e co-fondatrice della Triplice Cinta Druidica. Quindi cari Amici di The pagan Blog, ora non ci resta che sederci idealmente attorno al fuoco, a qual fuoco sacro che ci accomuna in questo tempo di Beltane , per ascoltare le sue parole, lasciando che le domande aprano spazi, visioni, ulteriori possibilità.

ARKE'O : Carissima Sara nel darti il benvenuto , ti ringrazio per aver accolto il nostro invito, è un piacere oggi averti qui in questo piccolo spazio dedicato al mondo pagano, un piccolo archivio virtuale di storie di uomini e donne che dedicano la propria vita al messaggio spirituale/magico, che elude da conformismi religiosi , ma che nonostante tutto rischia di divenire una moda, un potere, uno strumento di prevaricazione. Su questa amara considerazione , quanto reale, voglio fare un passo indietro comune a tutti noi. Ogni percorso spirituale nasce sempre da un richiamo autentico, spesso sottile e delicato , altre volte impossibile da ignorare perchè impetuoso e sconvolge ogni logica, come se qualcosa, dentro e fuori di noi, iniziasse a chiamarci per nome...Sara, se torni all'origine del tuo cammino, quale è stato il primo passo che ti ha portata verso la sensibilità pagana e successivamente verso il Druidismo? In quale momento preciso hai compreso che la tua non era solo curiosità intellettuale, ma una vera e propria chiamata dell'Anima?

SARA: Se mi soffermo a pensare, mi rendo conto che il mio primo passo non è stato un inizio immediatamente consapevole, quanto piuttosto un ritorno istintivo verso il Centro: fin da giovane ho percepito la realtà come stratificata, un intreccio dove il mondo visibile è solo uno dei livelli dell'esistenza e ho avvertito una familiarità con i luoghi selvatici, con ciò che non aveva ancora nome ma era già presenza. Sono sempre stata portata alla ricerca intellettuale delle risposte, ma la Natura mi ha sorpresa e mi ha costretta ad imparare l'arte dell'ascolto. Il Druidismo è arrivato solo in seguito, quando ho trovato una forma capace di contenere questa esperienza. La chiamata non è stata quindi figlia di un evento preciso, ma del percorso tracciato lungo una linea continua, che snodandosi nel corso della vita mi ha riportata, più volte, al medesimo fuoco originario, fino a quando non sono stata capace di vederlo e comprenderlo davvero.

ARKE'O: Sicuramente comune a molti , l'indagine personale lungo il sentiero è fatto di varie esperienze, i cammini spirituali, autentici non restano statici; ma crescono, mutano, fino a trovare il proprio sentiero e diventare memoria viva. La nascita della Triplice Cinta Druidica segna un passaggio fondamentale nel panorama druidico italiano.Quali sono stati i momenti più significativi nel processo che ha portato la Triplice Cinta a diventare una Tradizione iniziatica strutturata? Cosa significa, per te, la responsabilità di "dare forma" a una Tradizione in un'epoca che spesso rifugge legami a strutture organizzate a fronte di approcci individuali e personali ?

SARA: Direi che la Triplice Cinta Druidica sia nata per necessità, come un bosco che cresce dove il terreno è pronto. A un certo punto, dopo anni di studio, pratica e insegnamento, è emersa la necessità di dare forma a un percorso coerente, trasmissibile e radicato: il sapere accumulato e l'esperienza vissuta non potevano più restare frammentati. Dovevano essere tracciati con precisione, come si incide un solco sacro nella terra. I momenti più significativi sono stati per me quelli di verifica: quando ciò che proponevo veniva vissuto, restituito, trasformato dagli altri. Lì ho capito che non era più solo un cammino mio e del mio compagno, che l'avevamo creato, ma che apparteneva all'intero Clan che camminava (e ancora lo fa) con noi lungo il sentiero. E che, per estensione, era giusto appartenesse al mondo. Ritengo che dare forma a una Tradizione oggi sia una responsabilità reale: significa assumersi il rischio di proporre struttura in un tempo che la rifiuta, ma senza rigidità. Io credo che senza forma non ci sia trasmissione, e senza trasmissione non ci sia Tradizione. Senza un confine, infatti, l'energia si disperde nel caos. Per questo la Triplice Cinta non imprigiona coloro che sono in cammino ma li orienta attraverso le tre Cinte, tre passaggi necessari per giungere al Centro Sacro senza smarrirsi.

I momenti più significativi sono stati quelli di verifica: quando ciò che proponevo veniva vissuto, restituito, trasformato dagli altri. Lì ho capito che non era più solo un mio cammino.

ARKE'O: Carissima Sara converrai che i titoli, quando sono abitati in maniera autentica , non sono etichette ma fuochi interiori da far vibrare e custodire. Essere Arcidruidessa implica una funzione coraggiosa, di preparazione ma in maniera particolare di servizio.Qual è il senso profondo del tuo ruolo e come si manifesta nel tuo servizio quotidiano alla comunità? Oltre l'aspetto rituale, come riesci a mantenere l'equilibrio tra la tua vita personale, lavoro, casa , famiglia , amici e il peso spirituale che questo incarico comporta?

SARA: Essere Arcidruidessa per me non è un titolo, ma una funzione. Significa custodire, orientare ma soprattutto servire il percorso degli altri senza sostituirsi a loro. Significa abitare il Centro delle Cinte. Non come un piedistallo, ma come un asse: è una posizione di servizio e di equilibrio dinamico. Il mio compito è quello di custodire il fuoco e garantire che la comunicazione tra i mondi resti limpida e sicura per chi cammina con noi. Nel quotidiano questo si manifesta in modo molto concreto: ascolto, presenza, chiarezza nelle scelte, capacità di prendere decisioni anche scomode. Non c'è nulla di idealizzato, o di facile, ma al contempo non c'è nulla che non sia alla nostra portata. Spiriti, Dei e Antenati camminano con noi, ci insegnano e ci sostengono.Per me non esiste separazione tra il lavoro in ospedale, la veste druidica e la vita quotidiana. Se il Sacro non attraversa il primo cerchio, quello della casa, del lavoro e degli affetti, allora è solo astrazione. L'equilibrio sta nel sentire che ogni gesto, dal più quotidiano al più rituale, è un'espressione della medesima linfa. Se il percorso spirituale non regge dentro la vita reale, allora è fragile e immaturo ed è necessario nutrirlo attraverso lo studio, la pratica e le esperienze di vita. Tutto questo, per me, è la responsabilità che nasce dalla funzione sacerdotale.

ARKE'O: Eccoci giunti a metà del nostro incontro , e sono tante le domande che vorrei rivolgerti, ma così come il nostro format ci impone in otto punti , come in otto sabba , la nostra esperienza e il nostro incontro deve servire a dare spunti, trampolini certo che Il sacro si incarna nei corpi e nelle esperienze di ognuno di noi.

A tal proposito, vorrei chiederti, il Druidismo contemporaneo sta riscoprendo la forza del principio femminile, pur muovendosi in contesti a volte complessi. Nel tuo percorso, hai mai incontrato ostacoli legati al tuo essere donna in una gerarchia spirituale? Come hai trasformato le eventuali sfide in punti di forza per la tua visione del Druidismo? Come una Donna rispetto ad un Uomo può veicolare oggi questa possibile Esperienza ?

SARA: Sì, ostacoli legati all'essere donna ci sono stati. Più che espliciti, spesso sottili: aspettative nascoste, sottovalutazioni, resistenze. Non li ho trasformati in "forza" in modo romantico, ma li ho affrontati mantenendo una linea chiara: voglia di imparare e di crescere, coerenza, sviluppo di competenze e capacità di reggere nel tempo. Ma soprattutto, piena fiducia nel cammino che stavo percorrendo sotto lo sguardo degli Dei. Questo, alla lunga, sposta gli equilibri in modo naturale.

A livello personale, invece, non ho mai vissuto il mio essere donna come un limite, bensì come una funzione specifica e molto potente: la capacità di essere "soglia". Nella gerarchia spirituale, il principio femminile che desidero incarnare non è una rivendicazione, ma una forza che tiene insieme i cerchi, che permette la gestazione del cambiamento senza rotture traumatiche. Nel mio libro "Druidismo, la Triplice Via" parlo anche di questo fluire. Non credo nella contrapposizione, ma nella polarità generativa che Beltane celebra con tanta forza: l'unione dei principi maschili e femminili non annulla le differenze, le accende e le esalta. Secondo me una donna oggi veicola questa esperienza portando nel Druidismo (ma più in generale nella spiritualità) una visione trasformatrice, la profondità dell'intuizione che si fa azione e la capacità di abitare l'oscurità senza lasciarsene assorbire, né bruciando in essa. È la custode del calderone in cui la materia grezza diventa spirito, è al contempo radice profonda e lama di luce.

ARKE'O: Viviamo in una società veloce, spesso disconnessa dai cicli naturali. Eppure, proprio in questo "deserto", le antiche vie tornano a farsi sentire con prepotenza. Cosa significa oggi essere Druida nel mondo moderno? In che modo , secondo te, il messaggio del Druidismo riesce a restare contemporaneo e necessario, senza diventare un semplice rifugio nostalgico nel passato? Corriamo questo rischio?

SARA: Essere Druida oggi significa essere un ponte tra l'antico e il contemporaneo, evitando la trappola del rifugio nostalgico. Il rischio di trasformare la spiritualità in un "museo polveroso" esiste, ma si evita restando presenti nel qui e ora, con i piedi nel fango e la mente aperta all'infinito. Sono convinta che oggi il Druidismo sia una medicina necessaria: riporta l'essere umano dentro il ciclo naturale di nascita, crescita e trasformazione, restituendoci il senso del limite e della bellezza. In una società che corre verso un progresso lineare, frenetico e spesso sterile, l'atto radicale è fermarsi e riconoscere che siamo tutti parte di un complesso e meraviglioso organismo vivente. Il messaggio del Druidismo, inoltre, resta a mio parere profondamente contemporaneo, perché parla di connessione: non è un ritorno al passato, ma un ritorno alla realtà profonda delle cose. Essere Druida oggi significa saper scorgere il sacro nel battito di un cuore tanto quanto nel fruscio di una quercia, curando la frattura tra l'anima e il mondo.

ARKE'O: Ora vorrei affrontare un argomento delicato con te Sara, facendo leva sulla tua storia personale , le varie vicissitudini ed esperienze che ti hanno portato oggi a voler fondare una nuova realtà . Una Tradizione, come ben sappiamo, vive se sa parlare al presente e seminare per chi verrà dopo di noi.Cosa senti che il Druidismo possa offrire concretamente ai giovani che si avvicinano al sacro per la prima volta? Qual è lo strumento o la pratica che ritieni più "nutriente" per chi muove i primi passi oggi?

SARA: Ai giovani che si avvicinano al Sacro per la prima volta il Druidismo non offre risposte pronte, ma qualcosa che ritengo molto più prezioso e concreto: una bussola per il radicamento. In un mare di stimoli volatili e spiritualità spesso evanescenti, lo strumento più nutriente che mi sento di indicare è il recupero della relazione tra il corpo e la Terra attraverso l'esperienza diretta.Nella nostra Tradizione, sottolineiamo spesso come questo percorso debba essere vissuto prima di tutto fisicamente: camminare nel bosco, sostare nel silenzio e imparare a riconoscere i luoghi di soglia. Avvertire sulla pelle il caldo e il gelo, sentire la pioggia sul corpo, il profumo del muschio e quello dei fiori selvatici, il canto di un merlo. È una pratica al contempo semplice e difficilissima, perché richiede impegno e un contatto con la Natura che sia consapevole e non puramente estetico. Non si tratta di guardare un paesaggio, ma di "stare" nel mondo a cui apparteniamo.A questo va unito il lavoro simbolico: imparare a leggere e usare il simbolo non come un costrutto puramente mentale, ma come un ponte reale tra i mondi e come strumento di trasformazione interiore. Senza l'esperienza del corpo e la forza del simbolo, il cammino resterebbe intrappolato nel piano intellettuale e il mentale, da solo, non ha il potere di trasformare l'individuo né di orientarne il destino.

ARKE'O: Carissimi Lettori , credo di far mio il vostro pensiero e rivolgere a sara in particolare l'invito ad una riflessione che ci porti alle porte del sabba che ci apprestiamo a celebrare, Beltane è il passaggio in cui la vita si espande senza timore; è l'unione sacra che oltre a generare offre un nuovo ordine , un nuovo futuro, la possibilità di una nuova Vita!quindi ti chiedo, come celebri questo passaggio all'interno della tua Tradizione? Al di là del rito pubblico, qual è il messaggio spirituale che senti più urgente trasmettere alla comunità pagana attraverso il fuoco di Beltane quest'anno?

SARA: Beltane è la soglia del Fuoco Vivo. Nella nostra Tradizione celebriamo questo passaggio non solo come unione, ma come direzione consapevole della forza vitale. Nel rito lavoriamo sull'incontro degli opposti e sulla generatività, non solo biologica ma esistenziale. È il momento in cui l'ispirazione feconda la materia dei nostri progetti. Il fuoco che accendiamo non è decorativo, è un atto sacro e magico che trasforma, orienta e segna un passaggio.Ma la vitalità del fuoco, da sola, non basta.Ed è qui che sento una responsabilità verso la comunità pagana di oggi. Spesso vedo molta energia, molta espressione ma poca direzione. Si accendono molti fuochi, ma non sempre c'è consapevolezza di ciò che si sta alimentando; il rischio è che la forza si disperda, o peggio che nutra dinamiche di ego, divisione o autoreferenzialità, esattamente ciò che a parole tutti diciamo di voler superare.Per questo il messaggio che voglio trasmettere oggi è semplice, ma esigente: essere responsabili della nostra forza.Non basta accendere un fuoco. Bisogna chiedersi cosa si stia nutrendo e se è una cosa buona occorre avere il coraggio di sostenerlo nel tempo, anche quando l'entusiasmo iniziale si spegne.Beltane ci chiede di scegliere cosa far fiorire, ma anche cosa non portare avanti. Perché ogni atto generativo ha conseguenze e ogni fuoco acceso lascia traccia, nel bene e nel male, anche quando diventa brace e poi cenere che si disperde. Ma la traccia lasciata non viene cancellata e dobbiamo esserne cosapevoli.

ARKE'O: Carissimi Amici siamo giunti al termine del nostro incontro, vorrei cogliere l'occasione per ringraziare tutti coloro che seguono questo piccolo spazio , ed in particolar modo Sara Gamberoni, che in questo incontro ha sicuramente offerto attraverso il suo punto di vista un nuovo tassello a questo compendio di vita vissuta davanti l'altare degli dei, ed ogni incontro sacro porta con sé un seme da condividere, una scintilla che il lettore può portare con sé oltre queste pagine.Sara, per concludere questo spazio di comunione,come sempre facciamo invitiamo i nostri ospiti a fare un dono alla comunità ed ai lettori di The pagan Bog. Unna Meditazione, un incanto, una meditazione, una ricetta da realizzare per celebrare questo momento magico di Beltane.

Per Beltane, che nella nostra Tradizione appartiene al Reame degli Alberi e alla Cinta della Trasformazione, propongo un rituale semplice, ma significativo.

Prenditi il tempo per stare in natura (va bene anche un parco in città) e, una volta lì, avvicinati a un albero. Non sceglierlo in modo casuale: lascia che sia quello che in qualche modo ti chiama. Fermati lì, senza fretta e appoggia una mano sul tronco o sui rami. Riconosci la sua presenza come essere vivente e come asse tra i mondi: le radici nella Terra, il tronco nel tempo presente, i rami che si aprono verso il Cielo.Resta qualche istante in ascolto e lascia che l'energia dell'albero ti sostenga, poi rivolgiti a ciò che esiste dentro te stesso. Respira lentamente e porta l'attenzione a tre piani della tua esperienza:

• ciò che è concreto nella tua vita in questo momento

• ciò che si sta già muovendo dentro di te, anche se non ha ancora una forma completamente definita

• ciò che senti come direzione più ampia, qualcosa che ti è ancora ignoto ma in qualche modo già ti chiama

A questo punto visualizza una fiamma davanti a te. Deve essere viva, brillante, ardente. Lascia che quella luce faccia chiarezza su una tua domanda: cosa voglio far crescere davvero, in questo tempo di trasformazione? Non cercare più risposte. Una sola è sufficiente.

Quando la risposta emerge, non fermarti al solo desiderio. Chiediti se sei disposto a nutrirlo nel tempo, questo desiderio, quando l'entusiasmo iniziale si sarà affievolito. Se la risposta è sì, trasforma quel pensiero in un impegno concreto, qualcosa che puoi realmente sostenere, un piccolo gesto da portare avanti nel quotidiano.

Poi torna all'albero e al qui ed ora. Lascia una piccola offerta, anche semplice: un po' d'acqua, un piccolo frutto o anche solo un gesto consapevole. Non è un atto simbolico fine a sé stesso, ma un modo per riconoscere la relazione intessuta.

Quando senti che il momento è completo, ringrazia e allontanati senza fretta.

Ciò che hai scelto non resta lì. Beltane non è il momento del desiderio, ma dell'inizio: il lavoro comincia adesso.

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Chiusura e Ringraziamenti

Carissimi lettori come ogni nostro appuntamento è giunte al termine e con estremo sentimento di gratitudine, lasciate che io ringrazi ancora una volta per il tempo condiviso e per la luce portata attraverso le sue parole, Sara Gamberoni , per aver camminato con noi in questo spazio di ascolto e di incontro. Dal Cerchio del Fuoco Palermo, giunga a te e alla tua comunità un saluto fraterno nel segno della fiamma condivisa e consentitemi di chiudere con una frase delal nostra Amata Doreen Valiente a cui e dideicata la nascita del nostro The Pagan Blog.

"Che le fiamme di Beltane brucino, possano gli Antichi ora tornare, possiamo noi apprendere la loro magia: lascia che il dormiente si risvegli!"

Beltane Chant (Canto di Beltane) del 1971.

E a tutta la comunità, un pensiero personale, che questo Beltane sia per tutti noi 'Fuoco Vivo', unione e rinascita. Ricordiamo che ciò che oggi ci sembra allontanarci è, in realtà, il nutrimento per il nostro domani. Le nostre diversità sono la linfa che ci permette di Ri/fiorire insieme.

In Luce e in Fuoco

ARKE'O Custode l Cerchio del Fuoco palermo

Così sia."

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