Yuri Abietti Litha 2026
Verso il Sole di Litha

Carissimi Amici di The Pagan Blog, benvenuti a questo nuovo appuntamento con Aperitivo con la Strega !
Ci troviamo in un momento di sospensione temporale straordinario. La terra respira al ritmo del suo massimo splendore, mentre in cielo si è compiuto da pochi giorni il mistero della seconda luna piena del mese Maggio, quella Luna Blu che amplifica i canali dell'intuizione e squarcia i veli tra le dimensioni. È in questa esatta coordinata dello spirito che la Ruota dell'Anno ci conduce alle soglie di Litha, il Solstizio d'Estate, dove il fuoco del cielo sposa il fuoco della terra, e vi assicuro in Sicilia non è un modo di dire!
In questo secondo giro di ruota di Aperitivo con la strega, il nostro intento rimane saldo nel far dialogare le voci più autentiche del paganesimo contemporaneo. Ognuno porta con sé una scintilla unica, una peculiarità che, quando viene condivisa, feconda la coscienza collettiva e dà vita a una nuova creazione.
E su questa riflessione, carissimi Amici, permettetemi una breve digressione. In questi giorni, per una serie di casualità, una canzone in particolare si è insinuata nella mia quotidianità. Mi sono ritrovato a riflettere su un testo che ha fatto la storia della musica, le cui parole risultano, a distanza di tempo, ancora straordinariamente attuali e risonanti.

"Imagine there's no heaven... and no religion too". Quando John Lennon incise queste parole, non stava semplicemente sognando un mondo privato della spiritualità, ma stava lanciando un preciso atto d'accusa contro le gabbie dogmatiche che per secoli hanno incatenato l'esperienza dell'assoluto. Oggi, mentre ci prepariamo a celebrare Litha e a dare spazio sulle nostre pagine alla preziosa intervista a Yuri Abietti, quelle parole risuonano, con una forza e un'urgenza del tutto nuove per la nostra stessa comunità.
Troppo spesso, infatti, rischiamo di cadere in un paradosso invisibile e strisciante. Convinti di esserci lasciati alle spalle i recinti dei monoteismi storici, finiamo per ricalcarne inconsapevolmente le strutture più tossiche.
Si rischia, sempre più spesso di muoversi, entro la comunità pagana come adepti oscurantisti di una fede recalcitrante, replicando dinamiche di controllo, giudizio e spesso censura. Assistiamo alla nascita di strutture di maggioranza, pronte a dettare regole, a stabilire chi sia "abbastanza pagano" e a esercitare un potere coercitivo sulle opinioni e sugli approcci individuali. Questo atteggiamento finisce, a parer mio, per strangolare le piccole realtà emergenti e per soffocare le sensibilità più intime di chi si accosta alla Vecchia Religione per trovare spazio, non nuove catene.
L'invito che vogliamo lanciare in questo numero, come cerchio del Fuoco Palermo, è un ritorno radicale all'origine della nostra rinascita. Dobbiamo guardare a quel movimento pagano che, a ridosso del 1960, ha saputo innescare una vera e propria rivoluzione non solo culturale, ma profondamente spirituale.
Il revival della moderna stregoneria negli anni '60 non è stato una semplice moda esoterica, ma un profondo atto di ribellione politica e spirituale. In un'epoca di totale riscrittura dei diritti, la figura della strega è stata spogliata della sua antica veste demoniaca per diventare il simbolo supremo dell'autodeterminazione. Abbracciare la stregoneria significava rifiutare le strutture delle religioni tradizionali, sostituendo la sottomissione a un Dio Padre con la celebrazione della Dea e della Natura. Ancora oggi, quella rivoluzione ci ricorda che la spiritualità può essere uno dei più potenti strumenti di emancipazione e di riscoperta del proprio potere interiore.
Quella stagione straordinaria non cercava gerarchie o dogmi universali; il suo nucleo pulsante era rimettere il Divino in dialogo diretto, intimo, privo di intermediari, con ogni singolo essere umano. La natura, gli dei, l'energia del cosmo non parlavano attraverso decreti o tribunali morali, ma attraverso l'esperienza vissuta della libertà.
Liberarsi dagli schemi monoteistici significa comprendere che il paganesimo è, per sua stessa natura, pluralismo, frammentazione feconda e rispetto del sacro nell'altro. Questo solstizio d'estate sia l'occasione per bruciare nel fuoco di Litha l'illusione del controllo e l'arroganza delle verità assolute. Torniamo al Divino interiore, all'ascolto della terra e alla bellezza di una spiritualità che non opprime, ma libera. Sia il nostro motto siate streghe, siate liberi!
Ed è proprio guidati da questo spirito di autentica libertà e ricerca che, in questo numero speciale, abbiamo il privilegio di accogliere nel nostro cerchio un viandante d'eccezione. Un uomo che ha fatto dell'eleganza intellettuale, del rigore dello studio e della profondità della pratica i pilastri incrollabili del proprio asse spirituale. Studioso raffinato, autore ispirato diamo un caloroso benvenuto su The Pagan Blog a Yuri Abietti.

Carissimo Yuri, siamo lieti di accoglierti davanti a questo fuoco mistico di Litha, nel cuore pulsante del solstizio. Le nostre otto domande rituali non sono una semplice intervista, ma un vero e proprio viaggio condiviso; una mappa sacra per esplorare i territori più profondi dell'anima e della magia dei nostri Ospiti.
Giorno dopo giorno, incontro dopo incontro, queste preziose testimonianze stanno dando vita a un profondo archivio umano e spirituale. Il nostro auspicio più grande è che questa memoria collettiva possa custodire il calore del nostro fuoco e restare come una bussola e una testimonianza vivente per le future generazioni di ricercatori spirituali.
Grazie per aver accettato l'invito a sedere al nostro fianco e a lasciare la tua impronta in questo cammino nel tempo.
Il cerchio è aperto. Cominciamo il nostro viaggio…
ARKE'O: Ogni viandante imbocca la via esoterica spinto da un richiamo profondo, un fuoco interiore che arde prima ancora di avere un nome. Se guardi indietro, alle radici del tuo cammino esperienziale, qual è stata la prima vera "apertura dei mondi" che ti ha direzionato verso la Magia Cerimoniale, la Chaos Magick e la Stregoneria, conducendoti all'uomo e al ricercatore che sei oggi?
YURI:
La prima cosa che mi ha aperto una nuova prospettiva sul mondo magico è stata la pratica della Magia dei Sigilli. La Sigillazione è una tecnica semplice, diretta ed efficace che non prevede complesse cerimonie o l'aderenza a una particolare credenza spirituale o religiosa, né l'invocazione di entità o spiriti. Partendo come scettico e agnostico, è stata la scintilla che mi ha convinto dell'efficacia dei fenomeni magici. I Sigilli mi hanno aiutato a manifestare i primi risultati (spesso anche alquanto sorprendenti) e hanno cominciato lentamente e gradualmente a corrodere lo scetticismo inevitabile che ci portiamo dentro (e che in molti casi è un dono prezioso, soprattutto per un praticante). Nel frattempo, però, mi stavo anche interessando di Magia Cerimoniale seguendo alcuni canali YouTube e leggendo alcuni libri. L'interpretazione psicologica (o "mentalista") è stata ancora una volta la "chiave di volta" che mi ha permesso di prendere sul serio le pratiche e cominciare ad applicarle. Oggi non è più la mia visione delle cose, ho in larga parte abbandonato quel paradigma, ma è stato importante all'inizio del mio percorso perché ha rappresentato un inevitabile ponte tra lo scetticismo materialista e la possibilità di operare in senso magico. Sigilli e rituali quotidiani di Bando Minore del Pentagramma e Pilastro Mediano sono stati le mie pratiche per molti mesi, se non anni, all'inizio del mio percorso.

ARKE'O: Il tempo trasforma i paesaggi interiori e quelli collettivi. Rispetto ai tuoi esordi, quando muovevi i primi passi nella ricerca e nella divulgazione, come vedi mutato il panorama pagano ed esoterico …
… non solo alle nuove generazioni di praticanti, ma anche a quelle "vecchie", ovvero a chi ha più esperienza e dovrebbe, per primo, dare l'esempio ma spesso cade nelle stesse dinamiche di giudizio e chiusura.
YURI:
Alcune tendenze che ho notato sono certamente positive, come il desiderio sincero di tantissime diverse piccole realtà di unirsi sotto bandiere comuni e di creare un senso di comunità collettivo che possa anche essere un punto di forza per il riconoscimento delle differenti forme di religione, spiritualità e pratica. Purtroppo, però, devo dire che la maggior parte delle nuove derive sono, dal mio punto di vista, da giudicare come un netto deficit. Una certa corrente fortemente reazionaria, conservatrice, falsamente tradizionalista e "nostalgica" ha sempre fatto parte del panorama esoterico, soprattutto in Italia, ma negli ultimi anni questo fenomeno si è allargato a macchia d'olio, anche tra persone insospettabili che vengono altrimenti giudicate come influenti e competenti fonti d'ispirazione. Inoltre, l'arroccamento alla difesa a oltranza di questa o quella etichetta, di questa o quella tradizione iniziatica o linea di lignaggio (per certi versi comprensibile) spesso nasconde un malcelato sentimento snobistico ed elitario di superiorità e di autorità nei confronti di realtà minori, che non possono vantare illustri pedigree (né hanno mai avuto intenzione di farlo) e tuttavia, non per questo, sono da considerarsi automaticamente come sciocchezze irrilevanti o minori. Spesso la difesa del proprio sentiero iniziatico nasconde, in realtà, l'ego ipertrofico di chi si erge a sedicente rappresentante della comunità intera o, ancora più banalmente e tristemente, molto poco spirituali interessi economici e di potere. Personaggi simili saranno sempre presenti in ogni ambiente. Bisogna creare realtà alternative e altre vie di comunicazione comunitarie che consentano un sano confronto e il superamento di barriere ed etichette che, spesso, risultano alquanto pleonastiche e obsolete.
ARKE'O: L'Italia possiede una terra intrisa di memorie antiche e radicate nella cultura popolare da nord a sud, stratificate tra il mito classico, il folklore e la stregoneria tradizionale. Dal tuo osservatorio esperienziale, quali prospettive e quali sfide attendono, secondo te, il Paganesimo nel nostro Paese oggi? C'è spazio per una reale e matura rinascita spirituale legata alla terra e al sacro?
YURI:La principale cosa che dovremmo fare, secondo me, è mantenere sempre nella nostra mente una netta distinzione tra realtà storiche e documentali e mitopoiesi moderna. Su tanti temi (come su alcune divinità celtiche o alcune pratiche antiche) non abbiamo in realtà molti dati e non possiamo fare grandi elucubrazioni. Il neo-paganesimo e l'esoterismo occidentale, dal '700 in poi (ma in realtà - a voler ben vedere - un po' da sempre) hanno, per così dire, "riempito i buchi" della storia ufficiale con i propri miti, proiezioni "presentiste" di ciò che oggi - socialmente e politicamente - vogliamo vedere nel passato. Non c'è nulla di male in questo, ma se vogliamo creare dei sentieri di reale pratica consapevole dobbiamo comprendere che mito e storia non sono in contrapposizione e che ogni elemento deve essere giudicato all'interno del proprio paradigma. La storia e l'approccio scientifico e accademico possono dirci ciò che è vero; il mito e l'approccio magico-religioso possono dirci ciò che è significativo per noi e per il nostro percorso. Credo che sia necessario avere un rapporto di aperto dialogo e di collaborazione tra praticanti e accademici, confrontare le fonti e le interpretazioni dei dati e studiare più a fondo il materiale (pressoché infinito) che abbiamo nelle biblioteche universitarie, nei musei e nelle collezioni private, materiale inestimabile che tutto il mondo ci invidia e che viene spesso lasciato a prender polvere in scantinati e vecchi scaffali d'archivio. Credo che la riscoperta delle radici antiche e pagane - prima del cristianesimo e delle influenze ebraiche e islamiche che hanno dato forma a tutta la tradizione grimorica e cerimoniale - sia un'autentica sfida. Non so se si potrà mai vincere, ma certamente è una "cerca" degna e ricca di meraviglia e avventura.
ARKE'O: Entriamo in uno spazio più intimo e riservato. Sei il fondatore e il Maestro dell'Ordo Stella Draconis. Senza violare il velo del segreto iniziatico, puoi raccontarci qual è la visione spirituale che anima l'Ordine e cosa significa, nel ventunesimo secolo, guidare una fratellanza di ricercatori lungo le vie dell'Occultismo Occidentale?
YURI:Premetto che io non sono un grande fan dei "segreti iniziatici" e non ho, in realtà, molto da nascondere. Se non pubblicizzo le attività dell'Ordine è soltanto perché è appena nato (da pochi anni) e stiamo ancora cercando di creare un nostro equilibrio e di tracciare un sentiero non solo per noi stessi ma anche, auspicabilmente, per chi verrà dopo di noi. L'Ordine della Stella del Drago è dedicato a una divinità (o, se preferite, a una figura archetipica) che nella nostra zona identifichiamo con la dea pan-celtica Belisama. Belisama veniva interpretata come Minerva tra i Romani, ma ci sono chiari ed evidenti collegamenti con altre divinità italiche antiche (o più moderne) come Maia, la Bona Dea, Angizia o la famosa Aradia del Vangelo di Leland. Nella nostra visione spirituale tutte queste sono sfaccettature della Fata Serpente, una figura femminile antichissima le cui più vecchie rappresentazioni risalgono probabilmente al paleolitico. La Dea è legata al mese di Maggio (non a caso, ancora oggi, il "mese mariano") e alla costellazione delle Pleiadi, al Biancospino (che è l'albero sacro dell'Ordine), al cinghiale (la famosa "scrofa semilanuta") e alla figura del serpente o del drago. Il suo paredro è il "Cornuto" che noi tendiamo a non identificare in modo specifico ma cerchiamo di onorare nelle sue diverse forme e sfaccettature mitiche, da Cernunnos al Diavolo iniziatore e Maestro delle Streghe. La sfida che mi sono posto e che ho lanciato alle persone che hanno deciso di seguirmi in questa impresa è quella di cercare di ricostruire una pratica iniziatica che sia ispirata dalle fonti antiche della penisola, dalle Sorellanze di Sacerdotesse consacrate alla Dea, dai "Maghi-Guerrieri" del passato (come Umbrone dell'Eneide o il Belloveso che secondo il mito ha fondato la città di Milano) e integrando ciò che non è possibile ricostruire con la nostra gnosi personale, con le fonti moderne e con la creazione di nuovi rituali e di nuove pratiche. In questo senso, il mio percorso, che ha sempre mischiato Magia Cerimoniale, Stregoneria e Chaos Magick, è stato fondamentale nel creare un approccio multidisciplinare ed eclettico che ritengo molto utile, versatile e - diciamocelo - anche divertente. La sfida, per quanto mi riguarda, è la necessità di stare quasi costantemente davanti a uno specchio che ha ben poco di lusinghiero o rassicurante. Chiunque voglia guidare deve essere spietato con se stesso e cercare sempre di confrontarsi, ammettere le mancanze e gli errori, migliorarsi e crescere. L'esempio è l'unico vero modello di apprendimento che conti in una via di questo tipo. Ma devo dire che l'avventura di creare (quasi) da zero un percorso iniziatico, devozionale e magico è davvero straordinaria e sono stato incredibilmente fortunato nel trovare un gruppo di persone molto motivate, preparate, determinate e che condividono con me lo stesso senso di avventura e di meraviglia.

ARKE'O: Ci troviamo alle soglie di Litha, il Solstizio d'Estate, il momento in cui il Sole tocca il suo zenit e la luce si fa assoluta. Da un punto di vista strettamente operativo ed esoterico, come vive e come dovrebbe celebrare questa specifica soglia temporale un moderno praticante della via magica?
YURI:Credo che sia sempre necessario tenere presente che ogni estremo rappresenta uno dei due poli di un ciclo eterno. Il Solstizio d'Estate, dunque, ha dentro di sé i semi del Solstizio Invernale e viceversa. In questo, le tradizioni orientali ci hanno visto lungo e hanno creato sistemi come l'I-Ching o simboli come il Tao che mostrano chiaramente come non esistano "opposti" nel senso dualistico (oserei dire, "manicheo") del termine, ma soltanto punti di oscillazione di un pendolo che segue un moto perpetuo. Litha è un Sabba molto importante per portare alla luce tutto ciò che è nascosto, di se stessi e del mondo che ci circonda, di esporre al sole tutte le nostre ombre e le nostre piccole oscurità, per riconoscerle, accettarle, integrarle e dar loro gratitudine e comprensione. La via della compassione passa in primo luogo attraverso se stessi, e gli estremi movimenti del pendolo forniscono un quadro spazio-temporale in cui è possibile allinearsi ai cicli stagionali e della natura, non solo in senso fisico ma anche simbolico e spirituale. Siamo al picco, al vertice, al punto più alto dei binari dell'ottovolante: da questo momento in poi comincerà una vertiginosa discesa fino al Sol Invictus, per poi lentamente risalire. Credo che sia un momento importante per "ricaricare le pile", accendere fuochi in onore del Sole, banchettare con i propri compagni di percorso o con i propri amici, godersi il calore e la luce che ci consentiranno di affrontare senza timori il buio e l'oscurità dei mesi a venire. Detto tutto questo: io sono sempre stato molto più affascinato dai momenti liminali, dagli interstizi e dai punti mediani, di confine. Samhain è senza alcun dubbio il mio sabba preferito, ma anche gli altri sabba "di mezzo" (Imbolc, Beltane e Lammas) che vedo come particolarmente "magici" e misteriosi!
ARKE'O: Litha ci insegna un paradosso profondo: nel momento di massimo splendore, la Ruota inizia irrevocabilmente a girare verso il declino, e il Sole accetta di cedere il passo alla notte che avanza. Perché è così vitale, per noi viandanti, ricordare e indagare l'oscurità ultima proprio quando la luce è al suo apice? Come si riflette questo equilibrio dinamico nella tua pratica?
YURI:In parte, credo di aver detto qualcosa in merito a questa domanda proprio nella risposta precedente. Ricordarsi che la dualità è un'illusione e che la dialettica relazionale è l'unica realtà sottostante autentica e significativa è più che mai importante al giorno d'oggi, nei tempi che stiamo vivendo - che si sia viandanti su un percorso oppure no. Integrare il maschile e il femminile e vederli come due poli estremi di un gradiente composto da tante realtà e sfumature è ben diverso da vedere i due principi come estremi opposti. Vedere la luce e l'ombra come due stati estremi di una gamma di differenti gradi di luminosità ci aiuta a comprendere meglio la complessità della realtà e della vita. Ricordare che nel momento massimo di luce e calore si nasconde il seme del freddo e del buio, significa mantenere dentro di sé la consapevolezza che non ci si può mai completamente identificare in un'idea o un'etichetta (spesso di nostra stessa creazione) ma riconoscere la complessità contraddittoria delle nostre strutture interiori. La Ruota dell'Anno e la visione circolare del tempo ci salvano dall'illusione teleologica di una continua evoluzione verso una presunta perfezione inesistente, un mito che il nostro mondo ha trasformato in un'autentica religione. A volte le note "stonate" sono quelle che rendono un accordo interessante e creativo. Forse dobbiamo preoccuparci meno dell'auto-miglioramento e preoccuparci di più dell'auto-compassione. Credo che "cedere il passo alla notte" sia tutto questo. E, naturalmente, molto altro ancora...

ARKE'O: La tua ricerca spazia dal rigore geometrico della Tradizione Salomonica e della Goetia fino alla fluidità destrutturata della Chaos Magick. All'apparenza sembrano due mondi distanti: come riescono a dialogare ed equilibrarsi queste due anime all'interno della tua esperienza quotidiana con il sacro?
YURI:Ancora una volta, credo che il seme della risposta si nasconda in quella precedente! La realtà è che la tradizione grimorica che riguarda la magia evocatoria, comunemente (e forse impropriamente) definita come "Magia Salomonica" o "Goetica", è tutt'altro che caratterizzata da un rigore geometrico dogmatico e assoluto. Studiando le fonti e andando a inserirle nel corretto contesto socio-culturale e storico, si scopre che la creatività, l'innovazione, la sperimentazione e le "correzioni di rotta" hanno sempre fatto parte di questa antica e nobile pratica. Per contro, la fluidità destrutturata della Chaos Magick non significa affatto (come pensano in molti) "fare ciò che si vuole" infischiandosene di tutto ciò che appare come "tradizionale". La Magia del Caos prevede un'assoluta eccellenza e maestria sia nella parte teorica (spesso estremamente complessa) sia nella parte pratica, ed è molto concentrata sulla creazione di risultati e sul confronto dei dati con altri praticanti. Insomma: nella mia ottica, scavando un po' più a fondo, si può notare che ciò che la Chaos Magick ha fatto nel ventesimo secolo, già molti altri praticanti lo hanno fatto, a modo loro, nei secoli passati. Destrutturare, riorganizzare, sperimentare, correggere, annotare e poi divulgare e trasmettere. Io non vedo contraddizioni e cerco sempre di "leggere tra le righe" ciò che c'è scritto nelle fonti, di interpretare le pratiche in senso moderno rispettando il più possibile lo "spirito" e il significato dei rituali e delle cerimonie, e poi di confrontarmi nel Cerchio con le entità, verificando ciò che funziona meglio e ciò che è più significativo. Credo che spesso ci convinciamo di una visione delle cose - o di certe pratiche - senza andare davvero a fondo. Credo che troppo spesso siamo concentrati su ciò che apparentemente divide e definisce e molto poco su ciò che accomuna e unisce, sulle differenze piuttosto che sulle analogie e similitudini dei vari percorsi.
ARKE'O:Come è ormai tradizione qui a The Pagan Blog e nel nostro Cerchio del Fuoco, ogni ospite lascia una traccia del suo passaggio. Ti chiediamo di fare un dono alla nostra comunità: una formula, una piccola pratica, un rito o una ricetta magica che possa accompagnare i nostri lettori e spettatori alle soglie di Litha, per propiziare il passaggio e onorare gli dèi e gli spiriti di questa stagione.
YURI:Nella nostra visione delle cose, il Serpente rappresenta la fonte originaria del Caos e dunque della Creazione. La Fata Serpente è la divinità primeva che fa da "interfaccia di collegamento", che "doma" il Serpente e la sua energia consentendo ai praticanti di accedervi e di utilizzarla. Per questo, l'invocazione al Serpente è per noi una preghiera preliminare importantissima che recitiamo all'inizio e alla fine di tutti i nostri rituali collettivi. Collegarsi con questa energia significa aprirsi alla possibilità di far entrare un po' di "caos" creativo nella nostra vita, di esporci al potere magico, significa accumulare parte di quel potere per la propria crescita interiore e per le proprie operazioni. Questo può provocare l'aumento di coincidenze, sincronicità o fenomeni di "alta stranezza". Per invocare il serpente abbiamo deciso di adottare una preghiera in greco antico già utilizzata dalla Fraternitas Saturni. Se volete provare, vi consiglio di prendervi qualche minuto per concentrarvi e rilassarvi. Accendete una candela e un incenso e poi recitare la seguente invocazione:
Ho Ophis, Ho Archaios
Ho Drakon, Ho Megas
Ho En Kai, Ho On Kai
Ho Zon Tous Aionas
Meta Tou Pneumatos Sou!
Che significa:
Oh, Serpente antico!
Oh, grande drago!
Che sei stato e che sei
Nei secoli dei secoli (negli Eoni)
Che il tuo Spirito sia con noi!
Spero che questa piccola preghiera potrà esservi utile ed essere significativa per la vostra pratica!
Ecco la mia domanda, una domanda che in genere faccio sempre alle persone che intervisto sul mio canale:
Nel corso della tua strada, hai avuto delle esperienze autenticamente inspiegabili o magari persino inquietanti? Ti va di raccontarci un episodio che ti è successo e che ti ha particolarmente colpito?
Ringrazio moltissimo Arke'o e il Cerchio di Fuoco per avermi invitato su Pagan Blog per questa stimolante intervista. Magari prima o poi ci scambieremo i ruoli! Intanto vi auguro un felice sabba di Litha e un'estate ricca di riposo, divertimento e serenità!

ARKE'O: Yuri, a nome mio e di tutto il Cerchio del Fuoco, ti ringrazio di cuore per la tua straordinaria disponibilità e per la generosità con cui hai condiviso questo dono prezioso. Dialogare con te è stato un vero arricchimento. Rivolgo a te, e alla tua comunità, i miei più sinceri e calorosi auguri per un felice Solstizio d'Estate.
E, attraverso queste pagine, estendiamo questo augurio a tutta la comunità pagana. Che questa notte sacra sia per tutti noi l'occasione di viverci appieno come comunità unita, libera e fiera, capace di farsi veicolo del Sacro nella nostra contemporaneità.
Benedetto sia questo passaggio. Buon Solstizio di Litha a tutti voi!
In Luce e in Fuoco Arke'o
Custode del Cerchio del Fuoco Palermo
The Pagan Blog
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